Copertina della rassegna appalti pubblici, Parte 1

Rassegna appalti pubblici, settembre-ottobre 2026. La Parte 1 raccoglie 22 principi sulla giurisprudenza amministrativa: PDF scaricabile.

Rassegna appalti pubblici: che cosa contiene la Parte 1

La Rassegna degli orientamenti della giurisprudenza amministrativa sui contratti pubblici, settembre-ottobre 2026, esce in una serie di dieci parti, una alla volta. La Parte 1 raccoglie 22 principi sul risultato, sul conflitto di interessi, sugli accordi e gli affidamenti senza gara e sulla rotazione.

La serie si rivolge all’impresa che partecipa alle gare. Ogni principio è accompagnato dal passo letterale della sentenza con il numero del paragrafo e dal collegamento al testo integrale. I riquadri riportano le norme richiamate. I principi sono formulati dalla redazione e non sono massime ufficiali.

La rassegna riguarda le sole pronunce depositate dal 1° settembre al 31 ottobre 2026 e raccolte nella Banca Dati dello Studio dal portale della giustizia amministrativa.

Due principi della Parte 1

Sul conflitto di interessi, il principio n. 8, tratto da Cons. Stato, sez. III, 25 settembre 2026, n. 7110, è formulato così: «L’art. 16, comma 2, d.lgs. 36/2023 introduce un doppio onere della prova a carico di chi invoca il conflitto: la percepita minaccia all’imparzialità e all’indipendenza va provata sulla base di presupposti specifici e documentati e deve riferirsi a interessi effettivi, la cui soddisfazione sia conseguibile solo subordinando un interesse all’altro». I principi nn. 6 e 9-12 riportano la lettura che la stessa sentenza dà di quell’onere: il conflitto resta fattispecie di pericolo e non occorre necessariamente provare che la subordinazione vi sia stata.

Sulla rotazione, il principio n. 22, tratto da TAR Lombardia, Brescia, sez. II, 5 ottobre 2026, n. 1315, afferma nel primo periodo: «La costituzione di un raggruppamento temporaneo non fa ripartire da zero il computo degli incarichi». Il seguito riguarda il caso deciso, un affidamento diretto in cui il TAR ha escluso la violazione.

Principio del risultato, società mista e principio di rotazione

Sul principio del risultato, il principio n. 2, tratto da Cons. Stato, sez. VI, 6 ottobre 2026, n. 7350, afferma nel primo periodo: «Il principio del risultato deve legarsi strettamente al principio di legalità, dovendo l’amministrazione perseguire le finalità fissate dalla legge: il risultato da perseguire nell’affidamento e nell’esecuzione delle commesse pubbliche non può essere un risultato “quale che sia”, ma deve essere individuato sulla base dell’ordinamento giuridico e, segnatamente, della norma attributiva del potere esercitato».

Il principio n. 5, tratto da Cons. Stato, sez. III, 23 ottobre 2026, n. 7737, aggiunge: «Il principio del risultato costituisce criterio fondamentale dell’azione amministrativa, ma opera pur sempre all’interno del quadro normativo di riferimento e non consente di prescindere dalla sussistenza dei presupposti richiesti per l’utilizzazione dei singoli strumenti di acquisto previsti dall’ordinamento». Il Collegio lo scrive dopo avere dichiarato assorbenti le considerazioni precedenti.

Sugli affidamenti senza gara, il principio n. 18, tratto da TAR Lombardia, Brescia, sez. I, n. 1364/2026, afferma nel primo periodo: «La gara a doppio oggetto soddisfa le esigenze concorrenziali solo in quanto la selezione del socio privato avvenga in funzione dello specifico servizio da affidare alla società mista: la mancata indizione di una seconda gara si giustifica per la sostanziale coincidenza fra l’oggetto della gara per la scelta del socio e l’oggetto dell’affidamento».

Sul principio di rotazione, il principio n. 21, tratto da TAR Lombardia, Brescia, sez. II, n. 1315/2026, è formulato così: «Il principio di rotazione, codificato nell’art. 49 del d.lgs. n. 36/2023, deve essere coordinato con i principi del risultato e della fiducia degli artt. 1 e 2, senza poter essere ignorato, e applicato tenendo conto del contesto: occorre valutare, sotto il profilo quantitativo, il numero degli incarichi attribuiti, ai componenti del raggruppamento e al raggruppamento come tale, e l’arco temporale in cui sono stati assegnati, affiancando una valutazione qualitativa per stabilire se la reiterazione degli incarichi configuri una posizione di privilegio in violazione del principio di concorrenza o trovi giustificazione in ragioni oggettive».

Questa rassegna e questo testo sono stati elaborati con sistemi di intelligenza artificiale e supervisionati e corretti da un avvocato.

Scarica la Parte 1 (PDF, 21 pagine)

Rassegna degli orientamenti della giurisprudenza amministrativa. Contratti pubblici, settembre-ottobre 2026. Parte 1 di 10: Principi e ambito di applicazione. A cura di Mauro Di Pace.

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